AFRICA

Ad Abidjan, con una conferenza stampa e la preghiera “Morire di Speranza”, Sant'Egidio fa memoria dei migranti scomparsi nei viaggi verso l’Europa e suscita una riflessione sul futuro dei giovani africani

 

Si è svolta il 19 agosto ad Abidjan la preghiera “Mourir d’Espérance” in memoria di tutti i migranti morti e dispersi nel cammino verso l’Europa. Promossa dalla Comunità di Sant’Egidio e presieduta da monsignor Jean-Pierre Tiémélé, vescovo di Abengourou e responsabile della Pastorale sociale della Conferenza episcopale ivoriana, ha visto la partecipazione di numerose organizzazioni e istituzioni che si occupano dell’emigrazione, come il Ministero degli Esteri, l’OIM, la Caritas nazionale e l’Apostolato del Mare. 

La presenza di rappresentanti di alcune associazioni di migranti rimpatriati ha reso testimonianza del dramma vissuto da chi è rimasto bloccato per mesi o per anni nei Paesi dell’Africa settentrionale senza riuscire a coronare il sogno di una vita migliore. Nel corso della preghiera, in un clima di grande commozione, sono state ricordate anche le vittime dei recenti arrivi di massa a Ceuta.

La preghiera è stata preceduta da una conferenza stampa che, attraverso la partecipazione di numerosi media e della tv nazionale, ha aperto una riflessione sul fenomeno dell’immigrazione vissuto da chi parte e sulla necessità di ridare speranza e occasioni per contribuire alla crescita dei propri Paesi ai tanti giovani che lasciano l’Africa per mancanza di futuro.