EMERGENZE

L'arrivo di un consistente carico di medicinali a Cuba, grazie al movimento di solidarietà realizzato da Sant'Egidio, a malati e strutture sanitarie attualmente in grave crisi

 

Mentra a Cuba si aggrava quella che è a tutti gli effetti una vera crisi umanitaria, è stato consegnato a L'Avana un container con migliaia di blister di medicine, disinfettanti, garze e ausili sanitari, che le Comunità di Sant'Egidio cubane si apprestano a distribuire. Si tratta di un segno di speranza per molti malati, e istituzioni mediche. Il valore commerciale dei materiali inviati supera i 700.000 euro: materiale raccolto in Italia grazie ad una raccolta di fondi tra tutte le Comunità di Sant'Egidio e anche all'importante sostegno del Banco Farmaceutico.
 
Questo materiale arriva in un momento di particolare necessità: da gennaio infatti le misure di embargo imposte a Cuba si sono ulteriormente ristrette ed è stato bloccato totalmente l'arrivo del petrolio. La vita sull'isola è diventata ancora più difficile: l'assenza di carburante sta bloccando i trasporti, condizionando i lavori agricoli, ha praticamente azzerato il turismo e ha avuto ripercussioni su ogni settore economico. Il petrolio era usato anche per alimentare le centrali elettriche, e i blackout, già lunghissimi, ora durano anche 20-22 ore al giorno. Una situazione che aggrava la crisi economica che a Cuba dura da alcuni anni.
 
Per gestire l'enorme crisi energetica e dei carburanti, il governo cubano ha preso misure emergenziali, tra cui la chiusura di vari ospedali, anche molto grandi, per risparmiare elettricità e risorse. Un segno che le cose erano — e sono — davvero gravi: una sorta di certificazione di crisi umanitaria.
 
Per decenni l'ottimo sistema sanitario di Cuba è stato un vanto del Paese, ma da tempo le cose sono molto diverse. La situazione è per certi versi paradossale: Cuba continua a formare ed esportare — anche in Italia — un gran numero di medici e infermieri di buon livello, ha una tradizione di ricerca e produzione di medicine e vaccini importante, ma oggi le sue strutture sono ferme, le fabbriche chiuse e le medicine introvabili.
 
Cuba detiene ancora il primato mondiale per numero di medici in rapporto alla popolazione: 8,4 medici ogni 1.000 abitanti (negli USA sono 2,4 ogni 1.000). Nessun Paese al mondo ha così tanti medici disponibili, ma oggi a Cuba mancano strumenti e medicine per curare i tanti malati. Non è raro, ad esempio, che chi deve essere operato, debba portare da casa i guanti per il medico: l'ospedale non ne ha.
 
Le cose sono drasticamente peggiorate negli ultimi anni, di pari passo con l'aggravarsi della crisi economica. Dopo un lento deterioramento nel corso dei decenni, la situazione è diventata critica negli anni successivi alla pandemia di Covid-19 — come in molti altri settori — ed è ulteriormente peggiorata da fine gennaio. Dottori, infermieri e pazienti non riescono a raggiungere in auto o in bus cliniche e ospedali, e la riduzione dei voli ha reso ancora più difficile reperire medicine e principi attivi dall'estero.

Per rispondere alla crisi sanitaria, le Comunità di Sant'Egidio a L'Avana e Santiago hanno aperto, nelle stesse sedi dove si svolgono la Scuola della Pace e le preghiere, due ambulatori medici dedicati ai senza tetto e agli anziani più fragili. Negli ambulatori, medici e infermieri della Comunità cercano di curare e alleviare le sofferenze di tanti, impegnandosi in particolare nel reperire medicinali.
 
A Cuba ci sono 2.180 farmacie statali che negli scorsi decenni distribuivano medicinali, spesso prodotti sull'isola, in forma gratuita: il Sistema nazionale di salute era uno dei vanti del Paese, che accoglieva anche molti malati provenienti da altri Paesi latinoamericani. Ma oggi le farmacie statali sono per lo più vuote e spesso oramai chiuse.
 
Negli ultimi mesi si rivolgono con insistenza ai due ambulatori della Comunità malati cronici che cercano farmaci salvavita, che spesso, non trovandoli, smettono di curarsi.