Il 2 agosto, presso la chiesa di Santa Teresa d'Avila a Budapest, la Comunità di Sant'Egidio ha promosso una preghiera ecumenica in memoria del Porrajmos (l'Olocausto dei rom e dei sinti) e dell'omicidio razzista di Kisléta. La preghiera, guidata da János Székely, vescovo di Szombathely e presidente della Conferenza Episcopale Ungherese, ha visto la partecipazione di esponenti delle diverse Chiese e rappresentanti del governo ungherese.
La data richiama due tragiche ricorrenze: lo sterminio di circa tremila rom nella notte tra il 2 e il 3 agosto 1944 ad Auschwitz-Birkenau e l'uccisione di Mária Balog a Kisléta nel 2009. Quest'ultimo episodio coronò una serie di nove attentati razzisti compiuti tra il 2008 e il 2009 in Ungheria, che causarono sei vittime rom, tra cui il piccolo Robika Csorba. Ai primi banchi della chiesa erano presenti proprio i familiari delle vittime.
La Comunità di Sant'Egidio celebra ogni anno questa ricorrenza, per richiamare i cristiani alla necessità di un comune impegno per una cultura della pace e della convivenza e il ripudio di ogni forma di discriminazione e di violenza. Durante la commemorazione, Péter Szőke, responsabile regionale di Sant'Egidio ha esortato a "disarmare le parole" e a guardare la storia con gli occhi delle vittime. Sono stati letti i luoghi, i nomi di tutte le aggressioni, e per ciascuna di esse i giovani presenti hanno acceso una candela.










