MONDO

30 luglio, Giornata Mondiale contro la Tratta: con BRAVO! un nome e un futuro per milioni di bambini

 

Il 30 luglio, Giornata mondiale contro la tratta di persone, richiama l’attenzione su una delle forme più gravi di violazione della dignità umana, che continua a colpire soprattutto donne, minori e persone prive di protezione.

«La tratta è un segno di corruzione dell’umanità, che dimentica che donne, bambini e uomini hanno diritto all’integrità, a un nome, alla storia e al futuro», afferma don Marco Gnavi, parroco della Basilica di Santa Maria in Trastevere e uno dei responsabili delle Relazioni internazionali della Comunità di Sant’Egidio. «Questa giornata ci riporta alla responsabilità comune di difendere le donne, gli uomini e i bambini in vista della pace. Senza la protezione di un essere umano la pace ha vita breve e la guerra può rinascere». Tra i più esposti ci sono i bambini che non risultano registrati alla nascita: senza documenti, restano invisibili agli occhi dello Stato e più vulnerabili alla tratta, allo sfruttamento, al lavoro minorile, ai matrimoni precoci e all’arruolamento nei gruppi armati. Secondo l’UNICEF, 150 milioni di bambini sotto i cinque anni non sono ancora registrati e oltre 200 milioni non possiedono un certificato di nascita.

È contro questa invisibilità che la Comunità di Sant’Egidio ha avviato il programma BRAVO! – Birth Registration for All Versus Oblivion, oggi attivo in diversi Paesi africani. BRAVO! rende gratuita la registrazione alla nascita, favorisce le iscrizioni tardive, apre uffici di stato civile negli ospedali e raggiunge con campagne mobili anche le zone rurali più lontane. Dall’inizio del programma sono stati registrati circa sei milioni di bambini, oltre un milione e 600 mila dei quali in Mozambico. «BRAVO! nasce dalla rivolta contro l’esclusione», spiega Americo Sardinha, responsabile del programma in Mozambico. «Offre ai bambini, ma anche agli adulti, la possibilità di ritrovare pienamente la propria cittadinanza e di essere liberi attraverso l’iscrizione all’anagrafe». Avere un nome riconosciuto, un certificato di nascita e un’identità legale significa poter andare a scuola, ricevere cure, essere protetti e diventare cittadini a pieno titolo.

Per questo la lotta alla tratta comincia anche da qui: dal riconoscimento dell’esistenza di ogni bambino e del suo diritto a una storia e a un futuro.